Marco Giallini, l’esistenza distrutta dal dramma: “Senza riprendere conoscenza”

La vita di Marco Giallini è stata profondamente segnata dal dramma da lui vissuto. Andiamo a scoprire come sta oggi

Marco Giallini (Instagram)

Uno degli attori più talentuosi in circolazione è stato vittima di una tragedia avvenuta ormai diversi anni fa, la quale gli ha provocato una sofferenza inimmaginabile.

Nel 2011 infatti, sua moglie Loredana è venuta a mancare per sempre. La donna non soffriva di alcuna malattia, ma già da un paio di giorni prima del decesso aveva iniziato ad accusare dei forti mal di testa, finché, mentre chiacchierava con il marito, le è letteralmente caduta in braccio priva di sensi.

 

La causa della sua morte, avvenuta all’età di quarantotto anni, è stata una emorragia cerebrale. La loro storia d’amore è stata simile a quella di una favola, con i due che si sono conosciuti appena quattordicenni. Da quel giorno non si sono mai più lasciati, coronando la longeva unione dapprima con il matrimonio e poi mettendo al mondo due bambini, Rocco e Diego, nati rispettivamente nel 1998 e nel 2005.

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Il ricordo di Marco Giallini

Nonostante sia passato diverso tempo e Giallini abbia ripreso la sua attività a pieno regime, quest’ultimo non ha mai dimenticato quel maledetto giorno.

Quest’anno ha recitato nel film diretto da Massimiliano Bruno intitolato “Ritorno al crimine”. Inoltre ha preso parte alle riprese di una trasmissione in onda su Rai 3, “Lui è peggio di me”, dove ha vestito i panni del conduttore insieme a Giorgio Panariello.

Qualche tempo fa, l’attore romano è tornato a parlare di Loredana, attraverso un ricordo strappalacrime: “Da un paio di giorni aveva un fortissimo mal di testa, ma vai a pensare… Lei e i bambini stavano per partire per il mare, sarebbero rimasti in vacanza per un paio di mesi. Invece, ha chiuso gli occhi e mi si è accasciata tra le braccia mentre parlavamo”, le parole di Marco, che poi ha continuato.

 

“Io le parlavo all’orecchio, ma mi sono accorto che parlavo da solo e ho maledetto Dio. Ha vissuto altri due giorni, ma senza riprendere conoscenza. Se non lo provi non lo puoi capire”, questa la drammatica chiosa del cinquantottenne, il quale non riuscirà mai a farsi una ragione della tragedia che ha colpito la sua famiglia.