Il dramma che ha distrutto Pupo: il cantante ha raccontato tutto

Pupo è uno dei cantanti italiani più amati. La tragedia che lo ha colpito vi sconvolgerà

Pupo è uno degli artisti più iconici della musica leggera italiana. Da sempre sorridente e carismatico davanti alle telecamere, ha collezionato enormi successi durante la sua lunga carriera.

I suoi brani più famosi sono stati incisi fra gli anni ’70 e ’80. Restano indimenticabili nel cuore degli italiani Gelato al cioccolato, Su di noi e Sarà perché ti amo, scritta per i Ricchi e Poveri.

Il cantante, il cui vero nome è Enzo Ghinazzi, ha partecipato a svariate edizioni del festival di Sanremo e ha composto brani per i più importanti artisti del secolo scorso, come Daniela Goggi e Paolo Barabani.

Pupo, l’inaspettato retroscena della sua vita privata

Pupo ha fatto sognare milioni di fan grazie ai suoi splendidi pezzi. Negli anni, non si è solo distinto sul palcoscenico, ma ha dato prova di avere un buon talento anche come conduttore e personaggio televisivo. Ha presentato svariati show, come Affari tuoi, Reazione a catena e Lo zecchino d’oro.

Nessuno sospetterebbe mai che l’interprete di Un amore grande abbia anche un lato nascosto e assolutamente diverso dalla sua solita immagine benevola. L’artista infatti ha rivelato di aver passato diversi momenti difficili e durante un’intervista a La zanzara ha confessato tutta la verità, che ha lasciato tutti a bocca aperta.

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Pupo ha ammesso di avere due grandi punti deboli nella vita: il gioco d’azzardo e le belle donne. Proprio per questo è finito sul lastrico svariate volte e ha sfiorato la bancarotta. Nonostante gli enormi debiti con la banca, però, non ha mai conosciuto la povertà perché riusciva sempre a recuperare grazie alla sua professione: “Ero pieno di debiti ma senza mai abbassare il tenore di vita. Mi bastava prendere la chitarra […] Ci mettevo niente ad alzare 10mila euro“. Inoltre, ha aggiunto che oggi sta bene ed è felice della sua vita sentimentale, ma che quando era più giovane soffriva di una vera e propria dipendenza sessuale: “Negli anni ’80 […] avevo raptus continui […] Me l’ha confermato l’andrologo, ho il testosterone a mille. Ora sono più sereno, meno frequenza ma qualità alta“.