Giusy Ferreri, la malattia che l’ha portata sotto i ferri: “Una malformazione cardiaca che..”

La cantante ha dovuto affrontare un rischioso intervento che poteva mettere fine alla sua carriera. Ecco come si è salvata

Brava e sensuale, Giusy Ferreri ha un timbro di voce particolarissimo e subito riconoscibile, segreto del suo successo. Deve la sua notorietà alla partecipazione, nel 2008, del talent show “X-Factor”, dove viene notata da Simone Ventura. Partecipa poi a 3 festival di Sanremo e incide poi il suo primo disco “Gaetana”. Cambio di rotto poi, da canzoni delicate e intimiste a svolte ben più commerciali. E’ lei infatti la regina dei tormentoni estivi. Dall’indimenticato Roma – Bangkok in coppia con Baby K del 2015 a Jambo, con Takagi & Ketra e OMI, Giusy ha fatto ballare tutta l’Italia.

Giusy Ferreri è anche molto riservata sulla sua vita privata. Da anni vive una relazione stabile con Andrea Bonomo, che non appartiene come lei al mondo dello spettacolo. Questo però non è affatto un problema per Giusy che afferma che, grazie al carattere comprensivo del suo compagno e alla poca differenza di età tra di loro, la loro relazione non potrebbe essere più felice. I due sono anche genitori della piccola Beatrice che ha fatto debuttare anche in un suo videoclip. Per lei la famiglia è molto importante.

Giusy e quel delicato intervento al cuore

La bella cantante siciliana però nasconde un lato molto fragile. Dotata di un carattere forte e deciso, ha sofferto molto durante la sua vita. Non tutti sanno che Giusy Ferreri è nata con una malformazione al cuore. Per questo la prima volta che ha registrato la sua musica è svenuta.  “Da piccola ho convissuto con il cosiddetto soffio al cuoreha raccontato l’artista – Ma quando, a 19 anni, ho avuto una sincope in sala di registrazione, ho capito che dovevo fare qualcosa: e mi sono operata due volte“. Giusy Ferreri – all’anagrafe Giuseppa Gaetana – ricorda come fosse ieri quella prima avvisaglia della sua malformazione cardiaca. All’inizio, però, quel disturbo era stato diagnosticato come semplice soffio al cuore, molto comune nei bambini e destinato a scomparire spontaneamente con l’adolescenza.

Si trattava invece della sindrome di Wolff-Parkinson-White, una malformazione consistente in un eccesso di fasci di tessuto cardiaco che provoca l’accelerazione dei battiti. “Non dimenticherò mai quell’ estate bollente del 2001 in cui sono entrata all’ospedale Niguarda di Milano per affrontarlo“. Oggi Giusy cerca di condurre una vita salutare, limita i caffè a due al giorno. “In compenso, durante i concerti tendo a scatenarmi – confida – Allora ho escogitato un trucchetto: indosso tacchi altissimi così non posso esagerare”.