Rita Pavone, la malattia che può uccidere: la vena otturata

La storica cantante torinese è stata vittima di una malattia gravissima che gli ha causato l’otturazione di una vena

 

Rita Pavone (Instagram)

Il suo ingresso nel mondo dello spettacolo è avvenuto anche grazie a suo padre, che fin da giovanissima ha incoraggiato Rita a seguire questo tipo di percorso.

Nel 1962 ha preso parte al Festival di Ariccia, tappa fondamentale sia per la sua carriera che per la vita privata. In quell’occasione infatti, ha conosciuto colui che diventerà l’uomo della sua vita. Stiamo parlando di Teddy Reno, il quale all’epoca era l’organizzatore della kermesse canora.

Presto è sbocciato l’amore tra i due noti artisti, anche se la loro relazione ha destato un grande scalpore. L’uomo infatti, ha ben diciannove anni in più della Pavone. Oltre a questo, il cantante è stato già sposato in precedenza, motivo per cui si sono abbattute una serie di chiacchiere sul loro conto.

 

A distanza di decenni però, la coppia sta ancora insieme. Dal loro rapporto sono venuti al mondo due figli, Alessandro e Giorgio.

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La grave malattia che ha colpito Rita Pavone

In una recente intervista a “Domenica In”, l’eccentrica artista ha parlato di alcuni momenti delicati che si è trovata costretta ad affrontare.

Dopo il suo ritorno sul celebre palcoscenico dell’Ariston infatti, Rita è stata ospite di Mara Venier, dove ha raccontato della sua malattia: “Avevo piccole fitte al petto, a cui però non ho dato nessuna importanza, cantavo andavo di qua e di là, ballavo come una matta, fino a che sono piombata a terra”, le parole della Pavone.

Successivamente, quest’ultima ha continuato nella descrizione accurata del brutto episodio: “L’aorta era quasi già bella e otturata. Mi hanno riportata al mondo per un capello. Sono stata ad un passo dalla morte, se oggi sono qui e ho partecipato a Sanremo, lo devo al destino, che mi è stato amico“.

 

Tuttavia, in un’altra intervista concessa questa volta al settimanale “DiPiù Tv”, la moglie di Teddy Reno ha spiegato di non avere affatto paura della morte. Questo perché lei crede fortemente nella religione, la quale la aiuta a fronteggiare le paure e le insidie che la vita gli pone davanti.