Luca Laurenti e la voce nasale che l’ha reso famoso: “L’otorino ci disse che…”

Il comico Luca Laurenti ha confessato perché ha la voce così particolare: ecco tutti i dettagli

Conosciamo Luca Laurenti ormai da trent’anni. Grazie al fido amico e collega Paolo Bonolis, compare in televisione dall’inizio degli anni ’90 e ha sempre riscosso grande successo grazie alla sua simpatia.

 

I due formano un duo comico davvero perfetto: uno buffo e spontaneo, l’altro più rigido e formale, da conduttore televisivo d’altri tempi. Si sono conosciuti nel 1991 e il pubblico ha dimostrato di apprezzarli immediatamente.

Il primo programma che hanno condotto insieme è stato Urka!: si trattava di un quiz show che andava in onda tutti i pomeriggi su Italia 1. Da allora sono passati 30 anni precisi e, sempre insieme, hanno continuato a lavorare in tv.

Il Maestro, come l’ha soprannominato il compagno grazie alla sua passione per la musica, si è sempre contraddistinto per una caratteristica particolare: la sua voce nasale.

Luca Laurenti, perché ha quella voce

Luca Laurenti ha sempre lavorato con Paolo Bonolis nelle veste di spalla comica. La sua amicizia con lui è stata fondamentale non solo a livello lavorativo, ma anche sentimentale: è stato proprio lui, infatti, a presentargli la donna che sarebbe diventata sua moglie. Stiamo parlando di Raffaella Ferrari, che ha sposato nel 1994 e dal quale ha avuto il figlio Andrea.

Tempo fa, il musicista si è lasciato andare a un’intervista, dove ha spiegato il perché di quella voce così strana, che si evolve incredibilmente da quando parla a quando canta.

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Il cantante ha raccontato che non ci sono grandi segreti dietro al suo timbro vocale: è nato così, è tutto perfettamente naturale, non forza la voce quando parla. Ha aggiunto, inoltre, che quando era giovane fu anche un dramma perché i coetanei lo prendevano in giro. Andò in visita da un otorino che però confermò che era tutto normale e che quindi non c’era niente da fare per modificarla. “È una caratteristica che mi porto appresso da una vita, nonostante oggi abbia superato i complessi che avevo quand’ero piccolo. Anzi ho fatto di più: sono riuscito a trasformare in pregio un difetto“.