Lele Mora, la difficile scoperta della malattia: “Il mio cancro è maligno” | Oggi come sta

Una scoperta sconvolgente per Lele Mora. La chiamata dal medico che diagnostica la natura del tumore che ha 

 

Lele Mora sembra aver vissuto un momento molto difficile. Tutto ciò risale al periodo in cui stava per rilasciare un’intervista a Libero. È proprio allora che ha ricevuto una telefonata dal suo medico che gli avrebbe rivelato la natura del tumore diagnosticato. Nel rivelare ciò, non poteva che mancare un immensa paura e commozione in Lele Mora.

Lele Mora

L’ex agente dei Vip ha avuto perciò molta paura per il suo stato di salute. Insieme a lui c’era uno degli ex concorrenti del talent show di Amici di Maria De Filippi, Marco Carta, che è stato accusato di furto di magliette presso La Rinascente di Milano. E così la fatidica telefonata è arrivata ed è lo stesso agente a rivelare quanto gli è stato appena riferito dal dottore. “Sì, il cancro è maligno ed è situato tra i polmoni ed i reni. Adesso farò quel che c’è da fare. Ma non avrei voluto dare questo nuovo dispiacere ai miei figli, non se lo meritano”.

Prima di questa scoperta così devastante, Mora aveva trascorso 407 giorni in isolamento in carcere. Il racconto di quei giorni si fa sentire ancora come se fosse oggi. Racconta che già dalla prima notte non credeva davvero di essere lì. Di errori ne ha fatti tanti, confessa Lele Mora, ma non ha rimpianti se non l’arroganza. “…Ne ho avuta, mi sono sentito invincibile”.

Lele Mora, la vita dell’ex agente dei Vip tra galera e dispiaceri

Lele Mora

Egli afferma che la stessa cosa è accaduta a Fabrizio Corona, in quanto sembra che la detenzione abbia estremamente peggiorato il suo modo di essere. Al punto da diventare consumato dall’interno da una rabbia sempre più crescente. Inoltre egli racconta che, nel momento in cui è stato detenuto nel carcere di Opera Milano, la sua cella era vicina a quella di Olindo Romano.

Si tratta dell’uomo che, come molti ricordano, è stato condannato all’ergastolo per l’accusa di essere il responsabile della strage di Erba. Egli afferma di aver parlato a lungo con il cappellano, il quale era convinto al 100% dell’innocenza di Olindo e della moglie. Nonostante i due erano molto vicini, Mora non ha mai avuto l’occasione di parlare con Romano. L’unico contatto che aveva con l’uomo avveniva nel pomeriggio, momento in cui lo vedeva pulire il corridoio.

Ciò accadeva perché gli avevano dato la possibilità di svolgere qualche lavoretto, poiché era rimasto senza soldi. Comunque cercava di aiutarlo offrendogli tutti i giorni il suo pasto. Inutile dire che in quell’occasione Lele Mora aveva perso ben 60 chili per aiutare Olindo.