Pupo, la malattia che gli può distruggere la vita: l’ha ereditata dal padre

Il celebre cantante Pupo ha confessato di avere una malattia molto pericolosa: ecco di cosa si tratta

Pupo è senza dubbio uno degli artisti musicali italiani più famosi, dentro e fuori i confini del nostro Paese. La sua carriera è tra le più longeve, infatti lavora nel mondo discografico ufficialmente dal 1975. Originario di Ponticino, un paesino in provincia di Arezzo, è cresciuto in una famiglia modesta dove la musica era sempre presente.

 

Il padre Fiorello era un postino, mentre la madre Irene una casalinga. Il cantante ha raccontato che a entrambi piaceva molto cantare e recitare: lei in diversi cori e lui, addirittura, si esibì con Roberto Benigni. La passione per l’arte musicale l’ha ereditata sicuramente da loro.

Tuttavia, il famoso cantautore toscano ha rivelato che dai genitori non ha preso solo quest’enorme passione che l’ha portato alla fama, ma ha ereditato dal papà anche una malattia che l’ha messo in pericolo varie volte.

Pupo, la malattia pericolosissima trasmessa dalla famiglia

La vita privata di Pupo è molto nota e finisce spesso sui giornali di gossip. In particolare, l’interprete di Gelato al cioccolato ha destato scandalo quando ha raccontato di non essere monogamo, ma di avere una relazione con due donne diverse.

Convive, infatti, con Anna Ghinazzi e Patrizia Abati. La prima l’ha sposata negli anni ’70 e da lei ha avuto le figlie Ilaria e Clara, mentre la seconda è la sua manager e ha iniziato la storia con lei 1989. Dalla seconda compagna non ha figli, ma ha avuto una terza figlia, Valentina, da una sua fan.

L’artista aretino ha spiegato più volte il rapporto che esiste fra i tre dicendo che è caratterizzato da un perfetto equilibrio ed è per questo che le cose funzionano molto bene. Non si definisce bigamo perché in Italia la bigamia non è legale e perché, di fatto, lui è sposato solo con Anna.

Ma qual è la malattia che gli ha trasmesso il padre?

In passato, già Pupo aveva raccontato di soffrire di una forte dipendenza da sesso, che negli anni ’80 l’aveva colpito molto duramente. Dal genitore, però, ha ereditato la ludopatia e ha dichiarato tutti i dettagli a Verissimo. “Ho preso molto da mio padre, che era pieno di risorse, un intrattenitore, ma anche molto triste, lugubre, come è il gioco d’azzardo. E mi ha passato questa malattia […] Ho cominciato a 13/14 anni giocando a poker nelle bische clandestine […] Lui mi vedeva, lo sapeva, ma non era in grado di aiutarmi“.