Donatella Rettore, il brutto male che poteva ucciderla: “Non mi sarei accorta di avere il cancro” | Ecco come l’ha scoperto

La popolare cantante racconta l’esperienza più dura che ha dovuto affrontare nella sua vita. Salva per un pelo, solo oggi ne riesce a parlare

Amatissima e seguitissima, Donatella Rettore inizia la sua carriera da giovanissima già nel 1973 come spalla di Lucio Dalla durante il suo tour estivo. Un talento subito notato dai discografici che non tardano a offrire contratti alla bella ragazza veneta. Il primo singolo inciso da Donatella arriva nello stesso anno, si tratta di “Quando tu”, seguito pochi mesi dopo dal secondo singoloTi ho preso con me” scritto da Gino Paoli. I successi che la consacreranno saranno però Splendido Splendente e Kobra. Di lì a poco collaborerà con lei addirittura Elton John, col quale scriverà 3 canzoni.

Il 1978 è l’anno della svolta per Donatella, che  abbandona il proprio nome di battesimo, decidendo di chiamarsi semplicemente Rettore. Dimagrisce molto, cambia anche il suo look e si sposta verso il rock e il pop, strizzando l’occhio alle sonorità della disco music tipiche dell’epoca. Un altro suo successo di questo periodo è il singolo Eroe. Nell’estate del 1981 Rettore spopola con Donatella, una hit ballatissima che le farà vincere il Festivalbar, preferito sempre al Festival di Sanremo. Dopo anni di successi ininterrotti, accetta anche lei di partecipare al concerto di beneficenza “Amiche per l’Abruzzo, organizzato da Laura Pausini.

La vita di Donatella e la lotta contro il peggiore dei mali

La vita di Donatella non è stata però sempre facile. Anche lei ha dovuto fare i conti con delle gravi situazioni. Dalla sua parte però, c’è sempre stata la famiglia, anche se piccola, formata solo dal marito Claudio Regio. Il momento più buio è stato sicuramente quando ha scoperto, quasi per puro caso, di avere un tumore. “Fate prevenzione. Non me ne sarei mai accorta da sola“. Queste le parole di Donatella Rettore che poi ha aggiunto: “Se non avessi fatto la visita ginecologica non me ne sarei mai accorta da sola – ha detto la cantante – Sembrava una cosa da togliere, perché poteva degenerare. Poi mi hanno richiamata dicendomi di tornare perché il problema era maligno e c’era il rischio delle metastasi“.

Fortunatamente ora il periodo più difficile è alle spalle, ma l’esperienza, soprattutto in questo momento cosi difficile per tutti, è una di quelle che ti segnano: “Ora devo stare sotto controllo. Io ero spaventata, non sapevo se ne sarei uscita viva. Ora ogni tre mesi devo fare un controllo”. La Rettore ha spiegato com’è stato trovarsi in ospedale durante l’emergenza covid-19: “Sembrava un campo di concentramento. Ci siamo guardate tutte senza parlare… È un momento critico, ma ce la facciamo. Siamo italiani e siamo forti”.