Amadeus, la malattia che gli ha cambiato la vita: “Lungo ricovero ospedaliero”

Il conduttore parla del suo bruttissimo periodo alle prese con una grande sofferenza. Non è mai più riuscito ad uscirne completamente.

Tra i più popolari presentatori in televisione, Amedeo Sebastiani (ovvero Amadeus), ha conquistato sin dall’inizio il pubblico. Stile dinamico e allegro, divertente ma mai sopra le righe, ha cominciato la sua carriera a radio Deejay. Qui, nel lontano 1986, ha iniziato a fare conoscenza con quelli che diventeranno i suoi più stretti amici e colleghi come Fiorello, Marco Baldini e anche Jovanotti. La sua popolarità, soprattutto tra i giovani, arriverà poi con il Festivalbar. Negli anni 90 sarà il vero e proprio mattatore della kermesse musicale.

 

Adatto a intrattenere grandi e piccoli, Amadeus non ha fatto fatica a conquistare anche trasmissioni televisive molto seguite. Per vari anni conduce Mezzogiorno in famiglia, programma che gli ha permesso di stabilire un contatto più vero con i telespettatori. Poi è la volta del game show “L’eredità“, seguitissimo nel preserale di Raiuno. Il successo vero e proprio invece lo raggiunge con “I soliti ignoti“, formati per cui fa sempre il pieno di ascolti. La consacrazione arriva quando nel 2019 e poi anche nel 2021 conduce il Festival di Sanremo, con vari record di ascolti.

Amadeus e quella maledetta sofferenza che lo ha cambiato

Molte volte anche chi appare molto sicuro e disinvolto nasconde delle preoccupazione e dei disagi che non ama mostrare. Soprattutto chi lavora in televisione vuole dare di sé sempre una immagine quanto più possibile allegra e stimolante. Questo però porta a nascondere delle sofferenze che anche vissute in passato e ancora non superate. Amadeus da molti anni ormai ha anche una persona cui contare, è Giovanna Civitillo. Conosciuta durante l’Eredità, è diventata sua moglie. E’ lei che lo aiuta a superare le difficoltà di ogni giorno e lo sostiene.

Amadeus infatti si è più volte detto ipocondriaco. Si preoccupa, cioè eccessivamente delle malattie di cui lui o chi gli sta accanto potrebbe soffrire. Prende infatti tantissime precauzioni anche per un banale raffreddore. Questa sua caratteristica però è nata purtroppo a causa di un episodio specifico. Da bambino infatti ha dovuto subire un lungo ricovero ospedaliero dovuto a una nefrite: “Avevo solo sette anni, eppure di quel periodo conservo ancora un ricordo molto nitido” – ha raccontato – “E ricordo che, anche se poi si è concluso tutto per il meglio, nei due anni successivi ho dovuto rinunciare a praticare sport. E’ stato sicuramente un evento che mi ha traumatizzato“. Solo lavorare pare lo metta al sicuro da questa sua ansia generalizzata.