Gigi D’alessio, il dramma del figlio Andrea: l’accusa di violenza e schiavitù

Le accuse sono pesanti, il figlio dell’artista napoletano è davvero in difficoltà e nessuno sa come aiutarlo. Non ci si aspettava una cosa del genere, i suoi guai giudiziari continuano.

Guai in casa D’Alessio. Gigi, uno dei simboli di Napoli in Italia e all’estero, deve affrontare uno scandalo in famiglia. Molte volte la popolarità è un arma a doppio taglio e quando succedono eventi spiacevoli è davvero complicata da gestire. Gigi ha sempre avuto un cuore generoso. Nel successo che ha raggiunto ha sempre cercato di coinvolgere anche la famiglia, facendo ad esempio lavorare con lui il fratello. La vera svolta per Gigi arriva con l’incontro di Mario Merola. Da allora la sua carriera decolla.

 

gigi d'alessio

Il suo primo successo è “Lasciatemi cantare”. Seguito poi da “Scivolando verso il basso” (1992) e “Dove mi porta il cuore” , del 1994. Il suo vero successo arriva sicuramente con l’album “Passo dopo passo” del 1995. Le sue canzoni “Annaré” e “Fotomodelle un po’ povere” diventano veri e propri tormentoni apprezzati dai giovani non solo del sud Italia. Nel 1997 Gigi corona il suo sogno di suonare davanti a 20.000 persone allo Stadio San Paolo di Napoli con hit del calibro di “Anna se sposa” e “Chiove” contenute nell’album “Fuori dalla mischia”.

Il dramma del figlio Andrea, una situazione difficile da risolvere

Succede poi quello che non ci si aspetta. Andrea, il figlio di Gigi, infatti, è precipitato in un incubo giudiziario a seguito di fatti davvero spiacevoli. Gli episodi risalgono al 2014, avvenuti in un appartamento di via Michele Mercati ai Parioli, a Roma. A quanto si capisce dalle denunce, la collaboratrice domestica di Andrea lo accusa di vari fatti molto gravi. Il figlio di Gigi è già stato rinviato a giudizio. Il processo è cominciato nel 2018 e sta andando avanti tutt’oggi.

Il figlio d’arte infatti è stato accusato di non aver dato lo stipendio alla sua collaboratrice domestica, e di averla anche malmenata. La presunta aggressione sarebbe avvenuta il 5 luglio del 2014, Halyna Levkova, questo il nome della colf, ha raccontato di essere stata picchiata e poi anche cacciata dall’abitazione. Halyna ha poi anche denunciato di aver lavorato in quella casa in stato di semi schiavitù. Ma non è tutto: “Dopo avermi picchiata e cacciata di casa nel cuore della notte, mezza nuda, mi ha chiamato mentre ero al pronto soccorso e mi ha detto: ‘Se mi denunci, faccio salire i miei amici di Napoli e faccio uccidere tuo figlio’” – ha raccontato ancora la colf. Una situazione davvero spiacevole e molto difficile da gestire.