Già tifoso da bambino, da grande ha fatto sognare una città intera: ecco chi è

Da bambino era un grande tifoso della squadra nella quale ha giocato. Grazie al suo talento ha fatto sognare una città intera. Ecco di chi si tratta.

Capelli biondi a caschetto, maglia giallo-rossa dell’AS Roma e un sorriso smagliante. Il bambino nella foto non sapeva quello che avrebbe fatto proprio per la sua squadra del cuore. Stiamo parlando di: Daniele De Rossi.

Daniele De Rossi da bambino
Daniele De Rossi da bambino (WebSource)

Figlio di Alberto De Rossi, giocatore di Serie C e delle giovanili  della Roma, successivamente diventato allenatore delle primaverili del club suddetto, Daniele De Rossi, classe 1983 è un ex calciatore italiano, di ruolo centrocampista che ha giocato nell’AS Roma dal 2001 al 2019 diventando il secondo giocatore con il maggior numero di presenze con la maglia giallorossa dopo Francesco Totti.

Con la sua squadra del cuore ha vinto due Coppe Italia e una Supercoppa Italiana, mentre con la Nazionale si è laureato campione del mondo nel 2006 vincendo anche la medaglia di bronzo alle Olimpiadi di Atene nel 2004.

Daniele De Rossi, è il quarto giocatore italiane con più presenze con la maglia azzurra, ben 117 e con il record di 21 gol è il calciatore non attaccante più prolifico della Nazionale Italiana del dopoguerra e il secondo in tutta la storia degli Azzurri dopo Adolfo Baloncieri.

Nel 2006 è stato nominato miglior calciatore giovane dall’Associazione Italiana Calciatori, mentre nel 2009 è stato da questa nominato migliore calciatore italiano.

Daniele De Rossi e il futuro da allenatore

Daniele De Rossi da bambino
Daniele De Rossi (WebSource)

Dal 18 marzo 2021, Daniele De Rossi entra a far parte dello staff tecnico della Nazionale Italiana, ricoprendo il ruolo di assistente di Roberto Mancini venendo apprezzato dai suoi ex compagni per via della sua umiltà nel svolgere il ruolo assegnatoli.

Ad agosto, annuncia di non voler proseguire il compito di assistente per poter diventare a sua volta allenatore, avendo come modello di riferimento il CTI Mancini che ha elogiato con grandi parole.

“È stata una scelta difficile perché mi sono trovato splendidamente con tutti, ma lascio la Nazionale. Io ho dato loro forse l’uno per cento e loro in cambio mi hanno permesso di vivere un’esperienza indimenticabile” – ha dichiarato De Rossi in un’intervista rilasciata su Sportweek “Sarò sempre debitore verso la Nazionale, però ho chiaro cosa voglio fare: allenare. Può sembrare strano, visto che ho solo 38 anni e non mi sono mai seduto in panchina, ma mi sento pronto. Continuare con la Nazionale, aspettando la prima panchina che si libera, non sarebbe corretto verso la Federazione e verso Mancini che con me si è comportato in modo fantastico. Modelli? A volte in giro c’è un po’ di “fenomenite”. C’è chi parla di calcio come se fosse una cosa per scienziati, mentre i maestri veri, come Mancio, lo semplificano”.