Terence Hill, il dramma rivelato: “Gente che mi sparava nel sonno”

L’attore racconta per la prima volta la sofferenza che lo ha perseguitato per molto tempo. Ancora oggi ricordarla è molto doloroso: ecco di cosa si tratta

Terence Hill resterà per sempre legato a Bud Spencer: nei ricordi di tutti infatti, non possono essere separati. Generazioni e generazioni cresciute con i loro film e a ridere con le le loro improbabile scazzottate. Mario Girotti, questo il vero nome di Terence, inizia però la sua carriera molto prima, come attore per Dino Risi nel film “Vacanze col gangster”. Il successo  arriva però appunto con i film in coppia con Carlo Pedersoli. “Dio perdona… io no!”, “Lo chiamavano Trinità…“, “Io sto con gli ippopotami”, “Altrimenti ci arrabbiamo“, “I due superpiedi quasi piatti”, sono solo alcuni dei film che ci hanno fatto divertire.

 

terence hill

La seconda giovinezza di Terence arriva però con la serie tv di strepitoso successo “Don Matteo“, dove interpreta un intraprendente prete-detective. Ben 13 le stagioni, dove ha creato un personaggio di cui tantissimi fans si sono affezionati. Solo ultimamente ha detto addio alla “tonaca”, registrando le ultime puntate. Terence aveva ricominciato a fare l’attore proprio grazie a questa fiction, all’inizio degli anni 2000, dopo che aveva temporaneamente abbandonato le scene per la morte del figlio.

Terence e il trauma che continuava a tormentarlo

Terence Hill

Terence però appartiene a un’altra generazione: la sua vita è stata sconvolta dalla guerra. Non tutti sanno che infatti la sua famiglia è dovuta fuggire dai bombardamenti di Dresda, la città dove viveva. Durante una intervista Terence ha parlato dei suoi ricordi di quel tremendo periodo: nel febbraio del 1945 Terence aveva sei anni e viveva vicino Dresda quando la città fu bombardata. La sua famiglia, a quel tempo, viveva vicino quella città tedesca: “Mio padre era un chimico, perse il lavoro in Italia e mia madre, che era tedesca, riuscì a trovargli un posto in Germania nel 1943″ – ha spiegato.

Quindi, principalmente per motivi di lavoroha precisato Terence – “La nostra famiglia, ingenuamente, prese un treno per Dresda. Quello che accadde dopo fu veramente scioccante. Ho continuato ad avere incubi fino a quarant’anni, sognavo continuamente gente che mi sparava nel sonno”. Terence ha poi parlato della fine della guerra: “Dopo i bombardamenti ci trasferimmo con un carretto per raggiungere la zona americana. Mio padre ci mise sopra una bandiera italiana. Ogni tanto passava un aeroplano che ci bombardava e noi ci gettavamo ai lati della strada”. Una esperienza tremenda che ancora oggi fa fatica a raccontare.