Massimo Ghini, la difficile malattia: “Portato di corsa in ospedale”

Il popolare attore romano svela un momento molto difficile che ha dovuto affrontare: la sua storia è molto difficile, ma il suo coraggio nel raccontarla è davvero incredibile. Ecco cosa è accaduto.

Talento comico e non solo, Massimo Ghini ha raggiunto una grande popolarità negli ultimi grazie a molti film che lo hanno consacrato. Capace di ruoli comici e anche più impegnati, tutti lo ricordiamo nel mitico “Compagni di scuola“, il film di Carlo Verdone su una rimpatriata di compagni di classe del liceo dopo tantissimi anni. Lo abbiamo visto spesso anche nei film in coppia con Christian de Sica. E’ stato diretto da importanti registi come Zeffirelli, Manetti Bros, Gabriele Muccino, Paolo Virzì. Sempre apprezzato per la sua versatilità e bravura, Massimo ha ancora una lunga carriera davanti a sé.

 

La sua vita privata è stata sempre molto movimentata. Nel 1986 vive una intensa storia d’amore con Sabrina Ferilli, che però è durata solo un anno, per poi trovare l’amore con Nancy Brilli nel 1987: anche qui però la storia finisce presto, il matrimonio dura solo tre anni. Poi ritrova l’amore con Federica Lorrai, dalla quale ha i gemelli Camilla e Lorenzo, nel 1994. Dal 2002 però è sposato con Paola Romano, con la quale sembra avere trovato una stabilità diversa: con lei ha due figli, Leonardo e Margherita.

Massimo e quel brutto momento che ricorderà per sempre

Un periodo non facile quello che stiamo vivendo, tra emergenza sanitaria, restrizioni per la sicurezza e ospedali sempre pieni. Purtroppo questa situazione non ha risparmiato neanche Massimo, che ha dovuto affrontare un episodio davvero molto difficile in famiglia. Non tutti conoscono la sua storia, ma Massimo ha avuto il coraggio di raccontarla per la prima volta, dando prova di grande umanità. Ha infatti svelato il ricovero del figlio per una polmonite bilaterale causata proprio dal Covid, dopo però una festa in cui erano risultati tutti negativi ai test.

Massimo Ghini ha riferito all’Adkronos di essere ancora molto preoccupato per questa situazione e ha spiegato la sua odissea con il figlio: “Tutto è nato da un assembramento. Mio figlio e un gruppo di sui amici avevano deciso, visto che non ne potevano più, di incontrarsi in una casa e avevano fatto tutti il tampone rapido. Invece non è servito a niente”. E poi continua: “All’inizio, quando ha scoperto di essere positivo diceva di sentirsi bene poi dopo aver consultato il nostro medico di fiducia è stato portato di corsa in ospedale dove gli è stata diagnosticata una polmonite bilaterale”. Alcuni momenti sono stati complicati, con il trasporto in ospedale, ma ora il 25enne è guarito e la malattia è solo un lontano ricordo.