Isabella Ferrari, la malattia drammatica: paura di morire

La nota attrice nostrana ha parlato della grave malattia che ha intaccato la sua salute. Scopriamo insieme i dettagli

Originaria di un piccolo paese in provincia di Piacenza, la splendida interprete ha esordito sul grande schermo nella prima metà degli anni ottanta. I primi film a cui ha preso parte sono stati diretti dal famoso regista Carlo Vanzina. Successivamente invece, la Ferrari ha collaborato con altri grandi nomi della caratura di Dino Risi, Neri Parenti, Ettore Scola, Ferzan Ozpetek e Paolo Sorrentino.

 

Isabella Ferrari (Websource)

È proprio grazie ad una pellicola dell’ultimo regista citato che Isabella ha vinto uno dei premi più prestigiosi della sua brillante carriera. Stiamo parlando del Nastro D’Argento ottenuto per merito della sua partecipazione a “La grande bellezza“, commedia che tra l’altro ha ricevuto anche il Premio Oscar come Miglior film straniero.

Negli ultimi anni invece, l’attrice ha recitato in un paio di produzioni targate Netflix. La prima è la serie intitolata “Baby“, mentre nel 2020 ha interpretato il ruolo di Irene all’interno della pellicola “Sotto il sole di Riccione“.

Isabella Ferrari, il dramma della malattia che ha colpito l’attrice

Isabella ha raccontato la sua malattia ai microfoni di “Domenica In“, programma trasmesso sulle frequenze di Rai 1 che viene condotto da Mara Venier. Anche se non ha voluto specificare il nome della patologia, l’attrice ha comunque fatto intendere che si sia trattato di un male che le ha creato una grande sofferenza.

In realtà, la Ferrari ne aveva già parlato qualche tempo addietro sulle pagine del “Corriere“. La malattia purtroppo, è arrivata per lei letteralmente dal giorno alla notte: “Una mattina mi sono svegliata e non sentivo più le gambe. E che è iniziato un percorso di paura, dolore, impegno per cercare una diagnosi. E di speranza che non si trattasse di un male mortale”.

Isabella Ferrari (Websource)

Per fortuna, con i mezzi che al giorno d’oggi possiede la medicina, tale patologia può essere sconfitta: “Qualche anno fa, lo era (mortale n.d.r.). Oggi, si guarisce. Ma all’inizio, non si capiva che cosa avessi. Si tratta di una malattia rara, di cui non dirò il nome per evitare che le persone vadano su Internet a cercarla. Io l’ho fatto ed è servito solo a darmi più angoscia. Le informazioni sul web non sono mai aggiornate”.

Con grande coraggio e forza di volontà la cinquantottenne è riuscita a superare questo durissimo ostacolo. Attualmente infatti, per lei si tratta soltanto di un triste ricordo di cui preferisce parlarne il meno possibile, concentrandosi piuttosto sul futuro luminoso che l’aspetta.