Carlo Verdone, la vita in mezzo ai farmaci: ecco il problema che ha

Carlo Verdone e i farmaci. Ecco la rivelazione del celebre attore romano. Le sue parole ci descrivono un lato di lui che non conoscevamo 

 

Lo scorso 25 febbraio abbiamo visto Carlo Verdone al cinema in tutta Italia in una nuova commedia. In questo caso l’attore ha interpretato il professor Umberto Gastaldi, un uomo che più di una volta ha pronunciato alcune frasi prettamente mediche. Una di questa è stata lo stesso Carlo Verdone a volerla inserire, in quanto molto appassionato del mondo della medicina.

carlo verdone in mezzo ai farmaci

Una passione che Carlo Verdone ha fin da piccolo, periodo in cui nella sua casa c’era un via vai di persone colte. Il pomeriggio era il momento dedicato al cinema in quanto, il padre era sempre in compagnia di Mario. Un critico cinematografico. La sera invece era il momento dedicato ai luminari della medicina e ai grandi musicisti.

Ed è proprio dai medici più importanti italiani che Carlo Verdone ha assimilato l’amore per questo lavoro. E così fin da piccolo Carlo è stato circondato da medici che parlavano di patologie, un argomento da lui molto apprezzato. Da sempre è stato a contatto con un gran numero di medicinali, in quanto la madre aveva la stanza piena di farmaci da prendere. Soprattutto nel settore neurologico.

Carlo Verdone, la confessione del suo problema e dei farmaci

carlo verdone in mezzo ai farmaci

Tra le tante scatole c’era anche una medicina per prendere sonno, una capsula che persino Carlo ha voluto provare una volta, ottenendo però un effetto indesiderato. All’età di 18 anni Verdone cerca di avvicinarsi ancora di più alla medicina, iniziando ad acquistare alcuni fascicoli dell’enciclopedia medica della Curcio. Tra queste pagine Carlo ha imparato molto in quanto, qui, il corpo umano ed ogni patologia era spiegata benissimo.

Poco alla volta, la collezione dell’attore aumentava sempre di più, al punto da essere riuscito a farsi una vera e propria cultura medica. Ha persino pensato di prendere una seconda laurea in Medicina, anche se in un secondo momento ha capito che questo lavoro non fa per lui. In quanto troppo impressionato dal sangue.

Nonostante ciò, Carlo continua ad alimentare la sua passione studiando da autodidatta tutte le sere, e prendendo tutte le informazioni dagli Atti dei convegni in cui i protagonisti sono i suoi amici medici. Carlo Verdone quindi non esce mai senza tutti i medicinali necessari, tra cui quelli contro l’insonnia che porta sempre con sé ogni qualvolta si allontana da casa.

Inoltre viaggia anche con un sacchetto in cui sono presenti rimedi per curare la cupololitiasi, pillole per la pressione da assumere la mattina, bloccanti da assumere la sera insieme ad un antibiotico contro la diverticolite. C’è anche un ansiolitico non troppo pesante e le immancabili supposte di glicerina. Ed è proprio su questo sacchetto che Carlo Verdone racconta un aneddoto molto particolare, un qualcosa accaduto presso l’aeroporto di Londra.

Un normale controllo si è trasformato in una vera e propria tragedia nel momento in cui i hanno trovato una polvere bianca nella valigia. Altro non era che una scatola di magnesia San Pellegrino, rotta e sparpagliata ovunque. Nonostante l’attore cercava di far capire ai poliziotti che si trattava di un medicinale innocuo, Carlo è stato portato in una stanza in cui ha dovuto attendere i risultati dell’analisi di questa polvere. E, soltanto quando l’equivoco era stato risolto, prendere l’aereo per tornare a Roma .

È questo un aspetto molto particolare di Carlo Verdone che leggiamo su oksalute, una conoscenza per la medicina che in molte occasioni è stata di grande aiuto anche ad altre persone. Continuando questa intervista leggiamo di quella volta in cui, in un treno per tornare a casa, all’altoparlante si annunciava che c’era bisogno urgentemente di un medico. E così, Carlo Verdone, senza pensarci due volte si alza per correre dal paziente.

Quest’ultimo riconosce immediatamente il volto dell’attore. Nonostante ciò si è affidato alle cure di Carlo che inizia a eseguire i primi controlli, assicurandosi che non si trattasse di un infarto. Alla fine Carlo riuscì a effettuare la diagnosi. Un violento attacco di panico.

E così tornarono utili gli ansiolitici che portava sempre con sé. Ha poi consigliato in ogni caso di consultare il suo medico, prima di assumere degli altri.