Denise Pipitone, arriva la svolta: è stata colpa sua

Uno dei fatti di cronaca più tristi degli ultimi anni continua ad arricchirsi di nuovi retroscena. Ecco cosa è successo

Sono passati ormai quasi diciotto anni da quel tragico giorno in cui una bambina di appena quattro anni è scomparsa in provincia di Trapani, per la precisione nella località di Mazara del Vallo. Il primo settembre del 2004 si trovava nella casa della nonna materna, quando ad un tratto di lei non ci sono state più tracce.

 

Denise Pipitone (Websource)

È da allora che sono cominciate le ricerche disperate volte al fine di ritrovare la piccola Denise, cosa che purtroppo non è mai avvenuta. Una vicenda del genere è di quelle che nessuno vorrebbe mai sentire, dato che si tratta di una tragedia sotto tutti i punti di vista.

Nel corso del tempo sono stati registrati diversi avvistamenti, anche se purtroppo non hanno portato fin qui a nulla di concreto. Il caso risulta estremamente controverso già da come si sono sviluppati gli eventi nelle prime ore successive alla scomparsa. L’ultima persona che ha visto la Pipitone è stata sua zia Giacoma, vale a dire la sorella della mamma. Stando alle sue parole, la bambina si trovava sul marciapiede quando erano le 11:45 circa. La madre invece, in quel momento era assente in quanto impegnata in un corso di informatica, apprendendo la notizia soltanto per le ore 12:30.

Denise Pipitone, spunta una nuova svolta

L’ipotesi investigativa ritenuta maggiormente probabile parla di rapimento, forse attraverso una staffetta di persone di cui ancora oggi non si conosce l’identità. Il sito piudonna.it ha invece riportato un nuovo sviluppo della vicenda, che consiste in un processo che vede imputata la pm Maria Angioni per false informazioni. Quest’ultima per un periodo è stata responsabile dell’inchiesta, mentre attualmente lavora come giudice a Sassari.

Giuseppe Linares è stato l’ultimo testimone chiamato al processo. L’uomo che all’epoca dirigeva la Squadra Mobile di Trapani ha confessato alcuni dettagli che hanno spianato nuove piste riguardanti la spinosa inchiesta: “Non ce l’ha detto subito. Fino al 4 settembre 2004, Piera Maggio e Pietro Pulizzi non dissero che Denise non era figlia di Antonino Pipitone (ovvero il marito di Piera n.d.r.)”.

Denise Pipitone (Websource)

Soltanto dopo la richiesta del pm per la prova del Dna la signora Maggio ha rivelato che il vero padre di Denise era proprio Pietro Pulizzi. Quest’ultimo allora era sposato con Anna Corona, la quale si sarebbe potuta arrabbiare per quanto accaduto. L’ex pm Angioni accusò anche gli investigatori dell’epoca ma secondo Linares il ritardo delle indagini fu provocato dalla mamma di Denise e, successivamente, dallo stesso Pietro Pulizzi.

“Anna Corona fu ascoltata da due ufficiali dei carabinieri la stessa sera dell’1 settembre 2004, il giorno in cui sparì Denise Pipitone. Ma la madre della bambina aveva eluso per due giorni ogni informazione negando la relazione sentimentale con Pietro Pulizzi. E lui, a sua volta, aveva definito ‘dicerie’ quelle voci. Questo provocò un ritardo nelle indagini”, ha affermato l’ex capo della Squadra Mobile di Trapani che ha respinto in tal modo le dichiarazioni di Maria Angioni, la quale verrà ascoltata nella prossima udienza fissata per il prossimo 23 di giugno.