Amatissimo dalla donne, Lino Guanciale soffre di un disturbo terribile: ecco come sta oggi

Lino Guanciale è tanto amato dal pubblico femminile. Tutti lo considerano un grandissimo seduttore, tuttavia la sua vita privata non è perfetta a differenza di come il pubblico si aspetta. L’attore ha tantissimi problemi e li ha raccontati nel corso di un’intervista rilasciata a Tv Sorrisi e Canzoni. Ecco cosa ha rivelato

Nato ad Avezzano, in provincia de L’Aquila, Lino Guanciale ha trascorso la sua infanzia a Collelongo. A seguire, dopo essersi diplomato, si è trasferito a Roma dove si è laureato all’Università La Sapienza, in lettere e filosofia. Oltretutto l’attore ha coltivato anche una forte passione inerente allo sport, in particolar modo al rugby. Difatti, Lino Guanciale è arrivato a giocare nella nazionale Under 16 e Under 19.

In seguito, il giovane decide di seguire la strada verso il mondo della recitazione. Nel 2003, dopo essersi iscritto all’Accademia nazionale d’arte drammatica di Roma, riesce a diplomarsi e ad ottenere quel titolo per cui ha studiato tanto. Da quel momento in poi ha inizio la sua carriera. Lino Guanciale inizia ad ottenere sempre più ruoli, arrivando ad un discreto successo. Oggi è uno degli attori più seguito ed amati dal pubblico.

Il disturbo di Lino Guanciale

Uno degli attori in grado di stregare le donne con il suo talento ma anche di affascinare per la sua bellezza. Tutti lo considerano un gran seduttore, ma al contrario l’attore ritiene di esser tutt’altro. Come riportato dal sito fanpage, nel corso di un’intervista rilasciata al settimanale TV Sorrisi e Canzoni, Lino Guanciale ha rivelato degli aspetti inerenti alla sua vita privata che nessuno si sarebbe mai aspettato considerando la sua immagine affascinante.

Come l’attore ha dichiarato, non pensa di essere un seduttore, al contrario è uno di quelle persone che nel momento in cui si trova circondato da gente, cerca di passare inosservato. Inoltre si trova spesso a fare i conti con una sorta di tic, dei gesti che ogni volta compie in modo meccanico. Ecco quanto ha dichiarato:
“Quando sono nervoso io devo compiere gli stessi gesti in numero pari. Stamattina arrivando qui ho chiuso lo sportello della macchina due volte. E prima di ogni ciak ripeto una frase per 13 volte. È il numero della maglia che indossavo quando giocavo a rugby. Mi porta fortuna. […] Per me, che avevo interessi un po’ da nerd, come la lettura e il cinema, il rugby, lo sport di squadra e di contatto per eccellenza, è stato di grande aiuto. Soprattutto per curare la mia insicurezza”.