Oki, se avete queste patologie comune non assumetelo: in pochissimi lo sanno

Oki, se avete alcune patologie molto comuni è meglio non assumerlo e optare per altro: ecco cosa assumere e cosa fare

Molto spesso siamo soliti avere alcuni mal di testa o dolori infiammatori che non ci permettono di affrontare al meglio la nostra giornata che sia lavorativa e che sia in compagnia di amici davanti ad una pizza. Per questo, molte volte, le persone comuni ricorrono ad alcuni farmaci definiti, appunto, antinfiammatori. Quello comune che in molti assumono è OKI, ma spesso non ne conoscono gli effetti collaterali.

 

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curiosità circa gli antinfiammatori e i loro effetti (foto web)

Quando si utilizza l’aggettivo antinfiammatorio o antiflogistico, si sta facendo riferimento alla proprietà di una sostanza, o di un particolare trattamento terapeutico, di ridurre un’infiammazione. L’infiammazione, infatti, è un meccanismo innato di difesa che costituisce una risposta protettiva cui obiettivo finale è l’eliminazione della causa iniziale di danno cellulare o tissutale.

E’ una reazione all’organismo per lo più locale e può variare nelle sue manifestazioni in base alla sede e alla natura dell’agente che l’ha scatenata. I segni cardine dell’infiammazione possono essere:

  • calore della parte infiammata
  • arrossamento
  •  alterazione funzionale
  • dolore
  • tumefazione

Per questo esistono i farmaci antinfiammatori che costituiscono  una parte degli antalgici, che riducono per l’appunto l’infiammazione al contrario di farmaci  oppioidi o oppiacei che agiscono sui recettori oppiacei presenti nel cervello e nel midollo spinale.

Questi sono divisi in due categorie, steroidei che si diffondono attraverso le membrane cellulari e non steroidei che vanno invece ad inibire l’attività degli enzimi Ciclossigenasi di tipo 1 e 2.

Uno dei farmaci più utilizzati dagli italiani è Oki ma tale farmaco è meglio non assumerlo se si hanno particolari patologie che adesso andremo ad esaminare.

Oki, quando è meglio non assumerlo

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quando è meglio non assumerlo e perché (foto web)

Quando parliamo del farmaco Oki, ci stiamo riferendo al Ketoprofene utilizzato per il trattamento sintomatico e di breve durata di stati infiammatori associati a dolore. 

In forma più grave, tale farmaco viene utilizzato per artrite reumatoide, spondilite anchilosante, artrosi dolorosa, reumatismo extra articolare, flogosi post-traumatica.

Il principio attivo del farmaco qui analizzato è il Ketoprofene sale di lisina, un farmaco dotato di attività antiflogistica.  Spesso il farmaco è venduto in forma:

  • Granulato per soluzione orale da 80 mg
  • Supposte con dosaggi diversi da 30 mg, 60 mg, 160 mg.
  • Gocce orali, soluzione 80 mg/ml.
  • Soluzione iniettabile in fiale per uso intramuscolare da 160 mg/2 ml.

Ma quali sono gli effetti collaterali del farmaco qui sopra citato e quando bisognerebbe evitare il suo uso?

Innanzitutto Oki è controindicato sia per i soggetti al di sotto dei 6 anni di età e, a seguire, anche per i ipersensibilità al ketoprofene o ad uno qualsiasi degli eccipienti o in quelli con severe disfunzioni epatiche e renali. 

Oki può causare degli effetti collaterali tra cui dispepsia, nausea, dolore addominale, vomito, eruzione cutanea, diarreacefalea, capogiri, vertigini, ipotensione soprattutto nei pazienti sopra analizzati e per le cause sopra citate.