“Stanco della vita”: l’agghiacciante confessione dell’ex calciatore di Serie A

Molti sono coloro che non riescono più a sopportare le varie difficoltà che la vita pone lungo il loro percorso. E questo è un qualcosa che è accaduto anche ad un ex calciatore di serie A. Ma di chi stiamo parlando?

Un’intervista molto lunga e dettagliata è quella che ha rilasciato un famoso calciatore di Serie A in cui ha raccontato di come si è sentito in uno dei periodi più bui della sua vita.

L’unica soluzione per uscire da quel tunnel era rivolgersi a dei professionisti così che potessero aiutarlo a ritrovare la serenità.

Il dramma del calciatore

Nonostante abbia solo 29 anni, il calciatore in questione ha già sulle spalle molto dolore da sopportare. Per cercare di andare avanti si è rivolto anche ad uno psicologo e ad uno psichiatra anche se da questa terapia non ha ottenuto l’effetto sperato.

Per lui l’unico aiuto è stato il restare a contatto con lo spogliatoio e con i suoi compagni di squadra. Un ragazzo che afferma di non amare di rilasciare interviste ma che, ogni qualvolta lo fa, si confessa come non ha mai fatto

Pensavo che l’amore di mia figlia mi avrebbe fatto dimenticare molte ferite. L’amore di un figlio è diverso da un altro amore e da una perdita. Ma non posso sopportarlo. È difficile per me guardare negli occhi mia figlia che cresce.

Egli continua affermato di essere consapevole del fatto di aver commesso molti errori e di non riuscire a riportare le cose il verso giusto. Un periodo in cui si sente molto solo in quanto nessuno lo telefona, nessuno gli ha chiesto come si sentisse né tantomeno lo guardasse in faccia. Un momento della vita in cui accanto a lui ha avuto soltanto la madre e la moglie.

La dura rivelazione del calciatore

L’ex calciatore in questione è proprio lui, Ricardo Centurion. Egli ha affermato, come leggiamo sul sito gianlucadimarzio.com, che è stato molto difficile allenarsi da solo. Per farlo hanno scelto di occupare il campo nelle ore pomeridiane così che non si trovasse di fronte al resto della squadra

“Sono arrivato a questa situazione perché ero stanco della vita, di tutto, ero esausto. Avevo bisogno di isolarmi. Mi sono sentito sopraffatto, ho avuto attacchi di panico. Molti non capiscono perché ho lasciato il mio lavoro, ma l’ho fatto perché non potevo più sopportarmi. Per un calciatore, il calcio è tutto. Sono solo e il momento è durissimo, continuo a vivere in una pandemia, senza contatti con nessuno”

Una dichiarazione molto dura da parte di un giovane calciatore di 29 anni il quale ha rivelato che per lui il calcio è tutto e che è stato molto difficile superare questo momento molto buio al punto da affermare di continuare “a vivere in una pandemia, senza contatti con nessuno”.