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L’Italia dell’arte: le opere da non perdere

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Maria Laura Leo

L’Italia è bellissima. E a dirlo sono anche i turisti stranieri che, ogni anno, accorrono numerosissimi per ammirare le sue opere d’arte. 

L’Italia è un paese meraviglioso e non dovremmo mai dimenticarlo. Il nostro stivale è ricco di bellezze che hanno attraversato la storia per mostrarsi in tutto il loro fascino davanti ai nostri occhi.

Quali opere d’arte vedere in Italia Ildemocratico.com

Le opere d’arte italiane sono un bigliettino da visita in tutto il mondo, che in alcuni casi ce le invidia. Ma quanti italiani le conoscono davvero. Ecco, tra le innumerevoli meraviglie del nostro paese, le 5 opere d’arte che proprio non si dovrebbe perdere e che, almeno una volta nella vita, sarebbe bello ammirare.

Opere d’arte italiane da non perdere

Quando si parla di Sandro Botticelli non si può fare a meno di pensare alla sua Venere, nata dalla spuma di mare e spinta da Zefiro e Aura. La figura femminile diventata in un certo senso il simbolo stesso del modello di donna dell’epoca (e non solo), è rappresentata in piedi su una conchiglia, come se si volesse sottolineare la sua perfezione, simile a quella di una bellissima e delicata perla.
La nascita di Venere si trova nella Galleria degli Uffizi a Firenze.

Da non perdere la nascita della Venere di Botticelli Ildemocratico.com

David di Michelangelo

Non è un caso che il David di Michelangelo Buonarroti sia stato etichettato come una delle più belle sculture mai realizzate. E a dirlo è stato Giorgio Vasari.
L’opera ritrae l’eroe biblico prima di combattere contro Golia e nasce da una commissione ricevuta per la Cattedrale di Firenze. Tuttavia, dopo la realizzazione, l’imponenza e la bellezza dell’opera portano una commissione di artisti, tra i quali anche Leonardo da Vinci, a pensare a un ricollocamento della statua. Di lì la decisione di trasferire il David all’ingresso di Palazzo Vecchio, a simboleggiare la forza e l’indipendenza dei fiorentini.
Il David di Michelangelo, oggi, è visibile alla Galleria dell’Accademia a Firenze.

Ultima cena di Leonardo da Vinci

Nota anche come Cenacolo, l’Ultima cena di Leonardo da Vinci è considerata uno tra i dipinti murali più famosi al mondo. Probabilmente questo deriva non soltanto dalla genialità di un artista poliedrico, ma anche da un periodo ormai profondamente maturo di sperimentazione, da parte di Leonardo, sulla luce, sul suono, sul movimento e sui sentimenti umani nella loro forma di espressione. Sono questi i temi che si trovano nel Cenacolo, all’interno del quale è evidente uno studio sulle posture, sulle espressioni e sui gesti che l’artista stesso definiva “moti dell’animo“.
L’Ultima cena di Leonardo, dal 1980, è Patrimonio dell’Umanità Unesco. Si può osservare in tutta la sua bellezza nel Refettorio di Santa Maria delle Grazie a Milano.

Da vedere anche i bronzi di Riace Ildemocratico.it

Bronzi di Riace

Con un salto temporale andiamo nell’Antica Grecia e viaggiamo attraverso la sua arte. Giungiamo, così, a osservare la bellezza dei Bronzi di Riace, due statue bronzee raffiguranti uomini nudi, un tempo armati di scudo e lancia, diventati il simbolo della Magna Grecia italiana e, in particolare, della città di Reggio Calabria. Il loro ritrovamento risale al 1972, in eccellenti condizioni nonostante il tempo trascorso dalla loro realizzazione, e si colloca sul fondale del Mar Ionio, nei pressi di Riace Marina, centro calabro da cui hanno poi preso il nome.
Le ipotesi sulle loro origini e su chi li abbia realizzati sono molteplici. La più accreditata vuole i Bronzi come sacrificio effettuato per alleggerire una nave durante una burrasca.
I Bronzi sono conservati nel Museo Archeologico Nazionale di Reggio Calabria.

La Pietà di Michelangelo

Realizzata tra il 1497 e il 1499, la Pietà è reputata il primo vero capolavoro di Michelangelo. La scultura raffigura la Madonna che tiene tra le sue braccia materne e accoglienti il corpo di Cristo Morto.
La scena, tradizionalmente ritratta con rigore e rigidità, viene reinterpretata da Michelangelo con la naturalezza che il rapporto madre-figlio porta con sè. Le due figure si fondono in una bellissima intimità, dando forma a una composizione piramidale accentuata dall’ampio abito dei Maria, seduta su una roccia raffigurante il monte Calvario. Dopo una prima permanenza nella Cappella di Santa Petronilla, la scultura è attualmente visibile nella Basilica di San Pietro in Vaticano.

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