No, non è (ancora) vero che gli over 70 non pagano più il bollo auto: vi spieghiamo bene la situazione

Una promessa che sembra vera, un sospiro di sollievo già pronto. Poi la domanda: ma è davvero così? Tra post virali e sportelli della posta, facciamo ordine sul “bollo gratis” per gli over 70 senza perdere il filo della realtà.

“Dal 2026, niente più bollo auto per gli over 70!”. Mille like, duemila cuori, tremila condivisioni. In coda al tabacchi, qualcuno ripete la notizia come fosse già norma. Capita, soprattutto quando una misura appare semplice, giusta, quasi inevitabile. Ma il fisco non funziona per suggestioni. Funziona per atti, date, firme, pubblicazioni.

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No, non è (ancora) vero che gli over 70 non pagano più il bollo auto: vi spieghiamo bene la situazione – ildemocratico.it

Ma è davvero così? Andiamo un attimo oltre il titolo e capiamo qual è realmente la situazione bollo auto per il 2026.

Oggi non esiste alcuna legge nazionale che dispensi in automatico gli over 70 dal pagamento del bollo auto. Nessun decreto in Gazzetta Ufficiale, nessuna riforma approvata e in vigore. Questo punto è stato chiarito anche da amministrazioni locali: una nota della Regione Basilicata ha definito la voce “priva di fondamento normativo”. E, scorrendo i siti di Agenzia delle Entrate e ACI, non si trova traccia di una esenzione generalizzata.

C’è un motivo per cui si crea confusione: il bollo auto è una tassa regionale. Le Regioni possono introdurre agevolazioni, ma servono atti ufficiali: delibere, leggi regionali, circolari. Non bastano annunci, interviste o bozze. Fino a quando un’agevolazione non compare sui portali istituzionali, con testo e condizioni, resta un’ipotesi.

Le esenzioni oggi in vigore riguardano categorie precise: persone con disabilità, se ricorrono determinati requisiti; veicoli elettrici o ibridi in alcune regioni e per periodi limitati; auto storiche con caratteristiche certificate.

Nessuna di queste misure è collegata soltanto all’età anagrafica. E le “novità 2026” di cui si parla online? Al più, proposte in discussione, talvolta con possibili criteri di reddito (ISEE) o di cilindrata. Proposte, appunto. Non norme.

Come verificare, senza cadere nelle trappole

Parti dai portali ufficiali della tua Regione alla voce “tributi automobilistici”. Se c’è una esenzione, la trovi lì, nero su bianco. Controlla la presenza di una delibera o di un atto pubblicato con numero e data. Senza questi elementi, non c’è nulla da applicare. Diffida dei post con formule tipo “da gennaio” o “dal 2026” senza rimando a un testo in Gazzetta Ufficiale o a una pagina istituzionale. In caso di dubbi, confronta le informazioni con ACI o con i canali dell’Agenzia delle Entrate. Meglio un clic in più che un errore di pagamento.

Capisco perché la notizia abbia corso veloce. Il bollo auto pesa, soprattutto per chi vive con pensioni strette e percorre pochi chilometri all’anno. Un titolo che promette “bollo gratis” è uno sguardo di sollievo su fine mese. Ma tra “si dice” e “si applica” c’è il passaggio che conta: l’atto formale.

Domani le cose potrebbero cambiare? Possibile. Una Regione potrebbe scegliere esenzioni mirate, magari legate all’ISEE o a veicoli meno inquinanti. O una legge nazionale potrebbe ridisegnare la mappa dei tributi. Oggi, però, no: niente automatismi per gli over 70.

Forse la domanda giusta non è “pagheremo ancora il bollo?”, ma “come vogliamo che siano spese eque e trasparenti?”. Intanto, prima di condividere una promessa, fermiamoci un istante: cosa c’è scritto davvero, e dove? Tra una bolletta e un caffè, è lì che si misura la fiducia. E vale più di un titolo perfetto.

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