Pippo Baudo su Amadeus e Sanremo: la dichiarazione inaspettata

Lo storico conduttore Pippo Baudo si è lasciato andare su Amadeus: ecco cosa pensa della sua gestione di Sanremo

Pippo Baudo è sicuramente uno dei conduttori più famosi. Insieme agli scomparsi Corrado e a Mike Bongiorno, ha contribuito a scrivere la storia della televisione italiana conducendo tantissimi programmi durante la sua lunghissima carriera.

 

Uno di questi, forse il più noto, è sicuramente Sanremo, che va in onda ogni anno con grande successo dal 1951. La primissima edizione fu condotta da Nunzio Filogamo e vinta da Nilla Pizzi con Grazie dei fiori. All’epoca parteciparono solo tre cantanti e la critica non accolse con grande entusiasmo l’idea della competizione.

Da allora sono passati 70 anni e oggi è la gara musicale più importante d’Italia. Il presentatore siciliano lo ha condotto per 13 volte, dal 1968 al 2008, ma da alcuni anni è stato sostituito da Amadeus e Fiorello.

Il volto dei Soliti ignoti è stato confermato per la prossima edizione, questo significa che condurrà il festival per la terza volta consecutiva. Ma cosa ne pensa il conduttore storico?

Pippo Baudo, la dichiarazione su Amadeus

Pippo Baudo è sicuramente il padre della televisione italiana. Si è guadagnato questo titolo non solo presentando e scrivendo sempre varie trasmissioni, ma anche scoprendo nuovi talenti. Uno di questi è stato Lorella Cuccarini, che lui lanciò negli anni ’80 negli show di varietà, ma non tutti sanno che anche Fiorello partecipò a un suo provino, ma non lo convinse.

Quando ha scoperto che Amadeus avrebbe presentato il festival ligure per la terza volta si è espresso senza troppi giri di parole. Ecco cosa ha detto.

Il presentatore si è mostrato entusiasta davanti a questa scoperta e ha spiegato di provare una forte stima nei suoi confronti: “Voglio bene a Amadeus, se lo merita. Quando lo avevano chiamato la prima volta era venuto a chiedere consigli e glielo avevo detto subito: ‘Fallo assolutamente’. Ha fatto due bei festival, ora è a quota tre, chissà se arriverà al tredicesimo, come il sottoscritto“. Infine, ha aggiunto che apprezza particolarmente il suo modo di coinvolgere i giovani e di essere molto felice per la vittoria dei Maneskin.