Max Cavallari, il doloroso ricordo del compianto collega: “Solo con lo sguardo ci capivamo…” | Lacrime a fiumi

Ospite a Le Iene, Max Cavallari, ha rivolto un pensiero profondo nei confronti del suo amico e collega scomparso nelle scorse settimane. Con le sue parole, è stato molto difficile trattenere le lacrime.

Max Cavallari ha fatto molta fatica a trattenere la sua commozione nel corso del suo intervento alla trasmissione in onda su Italia 1, Le Iene. Per anni è stato accanto a lui, non era semplicemente un collega, ma vi era un legame di amicizia molto forte. Bruno Arena, che lo ha accompagnato nel duo I fichi d’India, è scomparso dopo molti anni di malattia. La loro non è stata soltanto un’avventura lavorativa, bensì una favola che lo stesso Max Cavallari ha deciso di condividere con tutto il pubblico.

Ricordare l’amico dopo pochi giorni dalla sua scomparsa ha riaperto una ferita dolorosa, profonda e soprattutto ancora molto fresca. Max e Bruno erano un esempio perfetto degli opposti che si attraggono, in quanto avevano un forte legame di amicizia ma nutrivano interessi totalmente differenti. Prima di arrivare al grande successo, i due hanno dovuto fare molta gavetta. Inizialmente i loro guadagni erano minori rispetto a quanto gli costava spostarsi per esibirsi.

L’immenso dolore di Max Cavallari

I Fichi D’India hanno affiancato grandissimi personaggi all’interno del mondo dello spettacolo, tra cui Roberto Benigni, Gigi Proietti. Le esibizioni per loro non erano semplicemente un lavoro, ma rappresentavano un piacere in quanto svolgevano il proprio compito con tanta passione. All’improvviso però è arrivato il periodo buio, in cui Bruno Arena è stato colpito da una malattia tragica.

“Quando lui è andato in coma io mi sono un po’ chiuso, non volevo fare più niente, ma i fan mi sono venuti a cercare per dirmi di continuare perché I Fichi non erano finiti e allora Bruno mi ha guardato negli occhi, perché noi solo con lo sguardo ci capivamo, e mi ha detto di andare avanti. Ho preso le parrucche, le mie valigie e ho ricominciato. Poi gli ho detto di non spegnere la luna, lui l’ha spenta però io la riaccendo“.

Sono queste le parole dedicate al collega. Parole ricche di sentimento ma a cui difficilmente non si resta colpiti.